venerdì 9 luglio 2010

DDL intercettazioni: il cammino del non ritorno.


Questo disegno di legge molto probabilmente passerà e diventerà legge a tutti gli effetti entro l’estate!

Dobbiamo prenderne coscienza, al di là della illusione di possibili ripensamenti o ravvedimenti della maggioranza politica di Governo.

Tutti sappiamo e conosciamo le motivazioni che rendono questo provvedimento una restrizione del diritto di un cittadino ad essere informato.

Conosciamo quanto peserà questa legge sulla limitazione ad eseguire indagini ed intercettazioni da parte degli organi investigativi su fatti criminosi ed illegali.

Sarà approvata una legge che concederà un più ampio campo d’azione a criminali e corruttori.

Possiamo accettarlo o no, ma ciò purtroppo avviene nel rispetto delle regole di uno stato ’democratico’, cioè con l’approvazione dei ns rappresentanti istituzionali.

Il Governo ha deciso ed anche il parlamento grazie alla maggioranza ed allo schiacciante divario di voti rispetto alla opposizione, darà il suo consenso all’approvazione di questo testo legislativo.

Tutto si svolgerà nel rispetto del processo democratico nelle mani di un Parlamento ‘regolarmente’ eletto dagli italiani.

La legge avrà attuazione e le cose pian piano cominceranno ad andar male!

Le indagini sulle piccole e grandi associazioni criminali che delinquono dal nord al sud del paese avranno un rallentamento e gli organi inquirenti perderanno strumenti efficaci come le intercettazioni che in alcuni casi ne comprometteranno la buona riuscita investigativa se non addirittura impediranno di svelare e far emergere l’esistenza di avvenimenti criminosi.

Non leggeremo più sulla carta stampata di colloqui telefonici intercorsi tra Dell’Utri e gente di mafia, ma neppure tra Berlusconi e la D’addario, Berlusconi ed Innocenzi o D’alema e Consorte.

Il mondo dell’informazione dovrà fare a meno i importanti fonti di informazione che potrebbero risultare pericolose per i reporter se usate al limite delle concessioni che la legge delinea.

Tutto questo sembra grottesco, in questo paese che continua a perdere pezzi di democrazia nel silenzio delle istituzioni che dovrebbero essere garanti del diritto, ma tutto ciò oggi si sta concretizzando e presto potrebbe essere realtà.

Siamo ormai vicino all’epilogo, stiamo imboccando un percorso impervio che ci sta portando verso un dirupo dell’antidemocrazia, della negazione del diritto, da cui sarà difficile tornare indietro, ma l’opinione pubblica, le istituzioni, le più alte cariche dello Stato tacciono e continuano a testa bassa quel cammino che un giorno probabilmente malediremo.

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