domenica 15 aprile 2012

La spesa improduttiva dello Stato.

In un periodo come quello che stiamo attraversando economisti e professori delle materie economiche sviscerano dalle loro meningi teorie e postulati che possano indirizzare l’economia del paese ad imboccare una direzione nuova per allontanarsi dalla crisi. I cervelli più raffinati incaricati da istituzioni e governo si rendono operosi per il recupero di risorse, ma debbono dimenarsi tra beghe della politica, pressioni delle lobbies e delle caste, proponendo riforme più dolorose che efficaci, ma non possono comunque farsi trovare impreparati e disattenti rispetto ai problemi del paese. Purtroppo però per tutti e soprattutto per l’Italia nessuno ha ricette risolutive con garanzia di riuscita per dare l’arrembaggio e saltare sulla nave della stabilità e della crescita. E’ certo che questo periodo di difficoltà sta cambiando il mondo, lascerà segni indelebili e probabilmente costringerà molte nazioni a rivedere gli archetipi macroeconomici del proprio status. Ma oggi il problema più grande è far ripartire una economia ormai ferma, anzi come confermato dalle autorita' preposte, ormai siamo dentro ad un periodo di recessione, ciò significa che l’economia indietreggia, il nostro sistema economico che crea ricchezza per il paese sta tornando indietro, cioè produce meno ricchezza degli anni precedenti. Le industrie, il lavoro in genere, i servizi (ndr ‘Input dell’economia’) che portano ricchezza al paese si stanno contraendo, le aziende lavorano e guadagnano meno, i servizi lavorano meno, il lavoro sta diminuendo da nord a sud con perdita in generale di introiti per gli italiani e di conseguenza per le entrate dello Stato. A peggiorare la situazione economica e’ avvenuto recentemente che gli italiani sono stati caricati di ogni tipo di tassazione (incremento iva, Imu, aumento addizionali comunali e regionali, accise, etc.) indirizzata al recupero di risorse per portare in breve tempo le casse dello Stato al pareggio di bilancio, cioè dovremo far si che se le spese per il sostentamento dello Stato sono pari a 100 (ndr numero simbolico) anche le entrate devono essere 100 in tal modo da mantenere un equilibrio di cassa, in parole povere tanto esce dalle tasche tanto deve entrare, altrimenti non faremo che incrementare il debito pubblico, fardello in crescita continua. Continuando questa analisi ricordo che tutte le risorse che sono le cosiddette entrate dello Stato dovrebbero servire a pagare le spese fisse (stipendi dei lavoratori pubblici, strutture pubbliche, ministeri , ammortizzatori sociali, etc.) ma dovrebbero anche finanziare gli investimenti pubblici per le infrastrutture, la ricerca, stimoli alla crescita ed allo sviluppo. Purtroppo così non è, ci troviamo nella fase in cui tutte le entrate dello Stato essendo drasticamente diminuite con l’avvento della crisi, sono state indirizzate ed assorbite totalmente dalle spese ‘fisse’ nonostante in molti settori come Sicurezza ed Istruzione si siano programmati drastici tagli alla spesa. Questo ha comportato che per la crescita, le infrastrutture e lo sviluppo non ci siano più soldi da investire. Negli ultimi anni nonostante le tante buone intenzioni e proposte caldeggiate da politica ed istituzioni non si sono mai trovate soluzioni concrete per ridurre le uscite dello Stato, soprattutto nell’ottica di tagliare la spesa cosiddetta ‘improduttiva’, cioè quelle spese che non portano alcun beneficio per la comunità. Quindi è giunto il momento di parlare chiaro al paese e intraprendere la strada dura ma determinante per il recupero delle risorse che dovranno alimentare la ripresa della crescita economica , la salvaguardia del welfare e l’unica soluzione percorribile è eliminare o ridurre la spesa improduttiva. Ma la spesa improduttiva è di grande entita' in termini economici, così come è frastagliato il suo dispendio in molti comparti della struttura dello Stato, pertanto il suo recupero puo' risultare arduo ma imprescindibile da politiche per la crescita. Ora potremmo citare centinaia di esempi di sprechi e dilapidazione di denaro pubblico, di cui le risorse sottratte per mazzette indirizzate a corrompere personaggi influenti della politica e delle istituzioni e' una voce importante, questo e' quello che stiamo vedendo con l'avvento di procedimenti giuridici ed indagini in atto sulle attivita' fraudolente di importanti aziende di Stato. Poi troviamo le improduttive provincie con tutti i propri amministratori ben pagati che assolvono funzioni derogabili a regioni e comuni. Abbiamo le famose aziende municipalizzate in gran parte cresciute per dare lavoro ad amici e parenti di politici ed amministratori subordinate ad ospitare poltrone per politici trombati, con bilanci costantemente in rosso e servizi distribuiti in molti casi di livello scadente ed inefficiente. Vorrei ricordare che funzionalmente i comuni potrebbero assolvere in pieno ai ruoli delle aziende municipalizzate. Anche nella sanità troviamo una voce importante della spesa improduttiva, generata da investimenti sbagliati come attrezzature acquistate a prezzi maggiorati per compiacere qualcuno o apparecchiature di alta tecnologia che vengono tenute ferme ad invecchiare per mancanza di personale specializzato ad utilizzarla. Troviamo nell'assunzione di personale casi eclatanti dove si duplicano i reparti per assumere due primari aderenti a gruppi politici avversi. Troviamo poi interi reparti ed interi ospedali costruiti a spese nostre e mai inaugurati, lasciati in abbandono. Altro esempio istituzionale di spesa improduttiva l'abbiamo dai nostri parlamentari, dove in mille ben stipendiati uomini assolvono al compito legislativo che potrebbe essere svolto dalla meta' di politici, ma questo non risolverebbe certo i problemi economici del paese ma darebbe esempio di redenzione delle istituzioni. Poi ci sono le auto blu in sovrannumero, le scorte di dubbia necessita' a personaggi della politica, uffici e personale dipendente di ex presidenti ed ex ex ex, insomma paghiamo sempre noi. Troviamo anche centinaia di istituzioni ed associazioni , come comunità montane che assoldano presidenti e strutture per adempiere a servizi che in realtà non danno servizi o benefici alla intera comunità ma permettono agli uomini che la presiedono di mantenere uno stato di controllo sull'elettorato locale. Società come la Rai troppo spesso soggiogate alle pressioni della politica generano spesa improduttiva dissolvendo denaro pubblico per trasmissioni televisive di scarso contenuto che determinando una caduta dell' audience giungono alla chiusura della trasmissione. Ma di queste situazioni di dissolvimento di denaro pubblico potremmo riempire pagine e pagine di articoli, senza magari farle emergere tutte in superficie. Ma e' molto grave che l'opinione pubblica si sia assuefatta a questo stato di cose dove viene perpetuato il danneggiamento dell'interesse pubblico. Per concludere, l'ultima chance di rinascita per il nostro paese e cogliere l'opportunita' per ridare lustro ad una politica senza piu' credito e' mettere mano all'eradicazione degli esosi sprechi recuperando soldoni per ridurre le tasse, ridare ossigeno ai salari e programmare nuovi progetti di crescita e sviluppo! Adesso non c'e' più tempo da perdere e l'opinione pubblica lo sa, ma il prestigioso ministro Passera oggi se ne esce con "Non c'è un'ideona per far ripartire la crescita"! Di Paolo Praolini