venerdì 9 dicembre 2011

Riscoprire nel 2011 politica e democrazia come una grande illusione

Da qualche anno le difficoltà di questo paese si stanno ripercuotendo direttamente sulla pelle dei cittadini, e lo scotto che stanno pagando gli italiani dei ceti sociali medio e basso in questi ultimi 3 mesi, è veramente troppo alto. Dico questo perché la situazione economica che avvolge l’intero sistema italiano sia per il settore privato che per quello statale sta mostrando uno stato di pre-coma, siamo entrati praticamente in stato di ‘Recessione’. Ora il sacrificio che stanno pagando gli italiani dopo l’ultima manovra economica ‘Monti’, potrebbe essere digerito meglio se in sua contrapposizione, si intravedessero prospettive di crescita e sviluppo indirizzate al recupero dei posti di lavoro ed al sostegno del potere d’acquisto dei redditi delle famiglie. Purtroppo così non è, la situazione economica del paese ci pone in uno stato dove ancora la gran parte delle famiglie e dei pensionati a reddito medio basso sosterranno il riequilibrio dell’economia del paese, sottraendo così risorse private ai cittadini che saranno fagocitate presto da una macchina dello Stato sempre più farraginosa ed appesantita dai burocrati. Ma in tutto questo che sta accadendo c’è veramente qualcosa di insopportabile e sorprendente! Sentiamo da anni e forse decenni che per recuperare risorse e ridare il via alla crescita ed allo sviluppo di questo paese intriso di risorse, occorre fare le ‘Riforme’, una parola magica e strabordante dalla bocca della politica. ‘Riforme’ una parola abusata in tutte le campagne elettorali che abbiamo vissuto negli ultimi 20 anni, decantata in ogni discorso di quella politica avida di consensi ma sempre caduti nell’oblio dei grandi corridoi del potere. Riforma delle pensioni, riforma del welfare, riforma dello stato sociale, riforma del fisco, riforma dell’apparato statale e della sua ammnistrazione per ridurre la burocrazia, riforma del piano energetico nazionale, riforma elettorale, riforma della Costituzione, riforma delle banche, e possiamo metterne ancora tantissime. Tutte queste modifiche tanto ‘chiacchierate’ potrebbero permettere il recupero di tante risorse necessarie per dare al paese lo sprone all’avvio di una nuova Era che riporterebbe il ns PIL a crescere come accadeva decenni fa, creando posti di lavoro, crescita delle famiglie, prospettive di benessere per i giovani. Ma la realtà è diversa, abbiamo confidato troppo nella politica e forse abbiamo anche creduto troppo nella democrazia che ha permesso tutto ed il contrario di tutto. Quella democrazia che sconfinando nel territorio del diritto dei privati cittadini e delle imprese ha imposto regole che ora si sono dimostrate inadeguate. Una di queste ritengo che sia stata la tanto sbandierata ‘concertazione’, termine abusato nell’uso linguistico ma che è entrato come operatività in ogni nuovo progetto di crescita, in ogni attività economica che interessava direttamente o indirettamente anche i cittadini. La larga concertazione come fenomeno (solo italiano) di condivisione delle decisioni e degli oneri è ancora considerata la espressione massima di Democrazia, purtroppo in moltissime occasioni questa si è dimostrata un freno allo sviluppo e alla crescita di idee innovative. Nella concertazione per la difesa degli interessi dei lavoratori non si prescindeva dalla salvaguardia degli interessi di tutti, grandi piccole ed anche inesistenti categorie che magari per rimanere all’interno di un accordo, pur essendo numericamente ininfluenti facevano saltare un accordo importante per la maggioranza della comunità dei lavoratori. Semplificando il discorso in ogni accordo si doveva sempre ottenere il risultato con o tutti dentro o tutti senza accordo. Questo ha penallizato spesso l’intera comunità per difendere l’interesse di un ristretto gruppo di cittadini o di lavoratori, rinunciando in alcuni casi ad un risultato pregievole. Oggi questo non è più sostenibile. Dobbiamo ripensare a tutto quanto non si è fatto fino ad ora con la responsabilità della politica e corresponsabilità dei difetti della Democrazia che ha condotto il paese al deterioramento, alla perdita di risorse e di competitività. Siamo ormai un paese vicino alla ‘pensione’, l’Italia ha perso l’appetibilità verso ogni forma di investimento, sviluppo e prospettiva. La situazione più grave che viene allo scoperto però è che la politica da anni ha fatto flop mancando ogni opportunità di riscatto ed ora ha dovuto abdicare al suo ruolo decisionale affidandosi ad un Governo di tecnici con il triste compito di portare la barca fuori dalla tempesta, ma che non può riportare il Paese ad affrontare una lunga e determinante stagione di riforme che necessitano di anni lavoro e continuità nel perseguire gli obiettivi. Questo ci farà convivere ancora per molti anni con uno stato di sospensione sociale ed istituzionale nel quale ognuno di noi aspetterà di recuperare la fiducia delle istituzioni e della politica entrambe intrinsecamente complementi di Democrazia. Di Paolo Praolini

mercoledì 28 settembre 2011

Gli inciuci del Ministro Romano con la Lega di Bossi


Anche oggi in Parlamento si è vissuta una intensa giornata politica culminata con la votazione per la sfiducia al Ministro Francesco Saverio Romano portata avanti da IDV e C.
La richiesta di sfiducia verso il Ministro Romano appartenente al ‘gruppo dei responsabili’ e’ sopraggiunta dopo che l’on. Romano è risultato essere indagato per concorso esterno in associazione mafiosa dal GIP di Palermo.
Nella giornata odierna sin dalle prime ore tutte le testate giornalistiche anticipavano commenti, pareri e possibili sviluppi di un eventuale battuta d’arresto di questo Governo di fronte all’ennesimo test di tenuta della maggioranza di fronte al voto di sfiducia verso il Ministro dell’agricoltura.
Si e’ arrivati dunque alle 16:00 ed il Ministro Saverio Romano ha affrontato la prova!
Romano è salvo, una maggioranza compatta ha superato la prova d’esame con 315 voti contrari alla sfiducia contrapposti ai 294 voti favorevoli confermati dall’opposizione di Governo.
Un risultato ‘pregievole’ grazie ad una compattezza granitica della maggioranza che contro tutte le previsioni ha parato questo ennesimo colpo alimentato dall’intolleranza dell’opposizione!
Ma dietro a questa ‘risibile’ vittoria della maggioranza sostenuta da un’ondivago schieramento leghista troppo spesso infedele ai propri fondamenti veniamo a scoprire torbidi accordi mirati ad ottenere personali benefici all’interno della maggioranza
Nella campagna auto difensiva l’on. Romano da reggente del ministero delle politiche agricole è riuscito con un furbesco stratagemma ad accaparrarsi la fiducia della Lega nell’affrontare questa lunga giornata parlamentare, che la visto testimone di una profonda spaccatura dell’opinione del paese.
Tutto è nato quando il Ministro Romano è intervenuto verso il presidente dell’Agea dott. Dario Fruscio senatore della Lega promuovendo e formalizzando la sua estromissione dal ruolo dove precedentemente era stato insediato dall‘ex ministro Zaia.
Il dott. Fruscio, come testimoniano le sue parole al dott. Barisoni di radio 24, coordinatore dell’agenzia che controlla l’erogazione dei fondi europei per l’agricoltura, era fermamente convinto e motivato a far pagare la multa di 3 miliardi di euro ai circa 600 allevatori che avevano sforato le quote latte imposte ai produttori italiani dalla Comunità europea, piuttosto che far ricadere questo onere sulle spalle di tutti gli altri cittadini italiani.
Questo caparbio intervento del sen. Fruscio era mirato al rendere giustizia ad un insostenibile abitudine sostenuta da Bossi e compagni nel garantirsi i 600 voti degli allevatori indisciplinati in cambio del dilapidare di denaro pubblico.
Purtroppo ‘l’indisciplinato’ intervento del sen. Fruscio ha innervosito i dirigenti leghisti che per non scontentare gli amici allevatori hanno stretto un bilaterale accordo che sembra piuttosto un inciucio verso gli elettori.
L’accordo come riporta la testimonianza del leghista Fruscio è lo scambio di favori avvenuto tra Lega e il Ministro Romano, l’estromissione del responsabile dell’Agea con conseguente blocco della richiesta di riscossione delle multe agli allevatori in cambio del voto compatto della Lega contro la sfiducia in Parlamento votata questo pomeriggio.
Il gioco è riuscito, il Ministro Romano ha salvato la sua poltrona ed i 600 allevatori per il momento eviteranno l’esborso delle multe.
E così tutto sembra che abbia funzionato, svelando però un gioco della politica poco etico e sleale nei confronti degli elettori leghisti e del paese intero.
Questa è la politica e per ora nulla cambia, i giochi di potere continuano calpestando la dignità dei cittadini.

Paolo Praolini

mercoledì 27 luglio 2011

Le scuse tardive di Borghezio.


Giungono tardivamente le parole di scusa esternate dal parlamentare europeo Mario Borghezio, rappresentate della Lega a Bruxxels quest'oggi a Radio 24 di fronte ad un attonito Cruciani.

Un tono pacato che conforma le sue parole ed il suo rammarico per quanto espresso nei giorni scorsi sul caso degli attentati in Norvegia, dove affrancava esplicitamente il pensiero dell'attentatore Breivik, risultando in tal un recupero in calcio d'angolo.

Questo inaspettato intervento stona profondamente con i fatti e con le farneticanti affermazioni che accompagnano questo personaggio politico dal passato ombroso, legato nelle parole e nelle frequentazioni a gruppi ultranazionalisti ed alle loro filosofie.

L'esplosione mediatica delle sue affermazioni dei giorni passati ha raggiunto un ampia esposizione a tal punto da aver scavalcato i confini del ns paese, inducendo anche esponenti del ns Governo come il ministro Frattini a condannare quanto espresso da Borghezio.

Il peso mediatico esterno ed il dissenso all'interno della Lega è stato insopportabile per il parlamentare leghista costringendolo alla resa.

Nelle prossime ore altre testate ed organi istituzionali comunicheranno il messaggio di scuse di Borghezio amplificandolo ad ampio raggio, cercando di smorzare il disappunto generato su questa vicenda.

domenica 19 giugno 2011

Lega Nord 1994-2011: cosa cambierà?



In quel 1994 alle elezioni politiche del 27/28 Marzo il movimento popolare della Lega Nord estrasse dal cilindro magico un risultato elettorale inaspettato con un 8,4% su base nazionale. In Veneto confermò un 21,6% ed in Lombardia raggiunse addirittura il 22,1%. Risultati rilevanti che esternavano i vagiti di un movimento popolare e politico geneticamente radicato al territorio del nord-est che stava allargando le sue ambizioni di permeazione verso le altre regioni confinanti ed oltre, ma che ancora stentava a fare quel balzo che le permettesse di spiccare il volo verso alleanze di Governo solide e durature.

Sono passati 17 anni quando nel 1994 il movimento della ‘Lega Nord’ che si stava affacciando sulla scena politica nazionale presentava a Pontida il 19/06 un progetto politico con ambizioni di espansione nazionale e dissonante dal resto dei gruppi politici che egemonizzavano la storia politica da decenni e che quell’anno conobbe la nascita di una giovane Forza Italia, esperimento berlusconiano con cui nel futuro si concretizzarono amicizie, affratellamenti ed anche divorzi.

In quella giornata di Pontida del 19 Maggio, dove si raccolsero circa 20.000 uomini del popolo padano e nell’incontro del 10 Aprile 1994 a Ponte di legno dove si calamitarono in 40.000 padani, il leader storico e carismatico Umberto Bossi con il tono di un politico battagliero e determinato alimentato dai fervori del popolo leghista, si scagliava contro la vecchia politica del pentapartito e dei fattucchieri della vecchia DC descritti come i satanassi del potere e del logorio del paese.

Nei suoi discorsi dall’alto di uno striminzito palco addobbato da un fondale con lo stemma di partito, sotto qualche ombrellone posizionato all’occorrenza, il Senatur ribatteva con convinzione e determinata cattiveria politica che i vizi ed i tormenti della nazione e dello Stato dovevano essere estirpati.

La distribuzione e la dimensione della spesa pubblica, l’esoso carico fiscale, la distribuzione sul territorio del reddito pubblico, l’inefficienza dell’apparato pubblico-amministrativo dello stato, la mancanza di concorrenza in seno al sistema politico nazionale, erano le barriere di questa nazione da abbattere per poter rilanciare la crescita e lo sviluppo del paese sotto i dettami di una riforma federalista quale antico baluardo del popolo padano e dei suoi rappresentanti storici.

Da quei caldi giorni fino a oggi il popolo leghista ha sempre dimostrato fedeltà ai suoi rappresentanti: Bossi, Speroni di allora, fino ai Bossi, Maroni di oggi, concedendo fedeltà ed approvazione anche di fronte a prove difficili nei momenti in cui era al Governo con alleati difficili come Forza Italia, o quando era all’opposizione contro la sinistra.

Le lotte della Lega Nord hanno sempre posto avanti come obiettivo strategico e medicina per i mali dell’Italia il federalismo e le riforme che ne prevedevano le basi su cui costruire il decentramento dei poteri dallo Stato centrale verso le regioni.
Ma qualcosa in questi anni non ha funzionato, sono passati 17 anni, analizzando gli obiettivi che Bossi ha sempre strillato nei molteplici discorsi pieni di fermento dai palchi di Pontida, Ponte di Legno, e via dicendo, ed i risultati degli affratellamenti e coalizioni con i maggiori partiti nazionali non ha portato risultati tangibili né allora né oggi.

Insomma parole, parole, parole, tante parole, di fronte ad un sempre appassionato popolo leghista che con il cuore in mano ha sempre concesso più fiducia di quanto i suoi leader avessero meritato.

Il gruppo dirigente della Lega ha dimostrato di non essere onesto con il suo popolo, pur avendo per molti anni calcato i marmorei pavimenti delle stanze del potere non riuscendo nell’intento di determinare la svolta ambita.

Debito pubblico in crescita, burocrazia, carico fiscale sui cittadini ed imprese sempre in crescita, sono i temi e gli obiettivi disattesi dalla politica della Lega che alle credenziali stabilite verso la propria base, oggi si contrappongono dissenso e demoralizzazione.

Purtroppo a livello nazionale il gruppo dirigente della Lega Nord ha dovuto accettare compromessi con i propri alleati e garantirsi la sopravvivenza ‘governativa’ calpestando con ripetitività crescente ed intensità eccessiva la volontà ed i principi con cui la base popolare aveva concesso il suo mandato a governare.

Dallo slogan ‘Roma ladrona' dei primi anni, si è contrapposta con i fatti la ricerca minuziosa di poltrone per parenti e familiari a garanzia di quei privilegi della politica arraffona che la Lega ha sempre disconosciuto e combattuto. Il caso di Renzo Bossi a cui il leader Umberto consegna la poltrona da consigliere regionale della Lombardia è emblematico. Ma di contraddizioni nei confronti dei propri ideali nel lungo periodo di affratellamento con Forza Italia ed il PDL ne abbiamo vissute fin troppe.

Ed ora siamo al dunque, oggi 19/06/11 c’è di nuovo il confronto di Pontida tra il gruppo dirigente ed il popolo leghista dove verranno presentati i 4 o 5 punti con cui Bossi si presenterà alla discussione con il PDL con assicurazione del risultato per garantirsi la continuità di Governo. I soliti giochi politici, sempre i soliti argomenti, le solite richieste su riforme, eliminazione della burocrazia, alleggerimento del fisco, etc.

Ma anche questa volta saranno solo parole?

Nessuno lo sa, ma la concretezza di questo schieramento fino ad oggi è rimasta su un altro pianeta ed il popolo leghista stanco di essere inascoltato se ne accorto.

di Paolo Praolini

sabato 28 maggio 2011

Gli internauti di FB protestano con Obama


Sono arrivati a migliaia su Facebook per far risuonare la propria voce.
Anche solo con un breve commento od uno scritto prolisso in lingua inglese, tantissimi italiani frequentatori del social network più noto nel mondo hanno scritto sulla bacheca di Barack Obama.
In tanti hanno voluto dissociarsi dal premier Berlusconi dopo le sue dure parole sullo stato della giustizia italiana che secondo lui continua a determinare oppressione e condizionamenti sul sistema politico del paese.
I ns commentatori hanno voluto segnalare insoddisfazione ad Obama sottolineando lo scollamento tra il pensiero comune e quello di un sistema politico alla deriva troppo legato alla propria autoconservazione corporativa.
Il messaggio di Mr. B. ad Obama è stato interpretato da tantissimi italiani come una privatistica opinione legata nella realtà alla propria autodifesa e diffusa in un ambito internazionale come esigenza del paese, cosa assolutamente non corrispondente al vero.
Centinaia o migliaia i commenti che in un inglese maccheronico dicono "I'm sorry Mr President, Berlusconi is not speaking in my name..." oppure "Dear Mr President, I'm so proud to see that so many italians take distance to Berlusconi's words, he's not my president, never was and will. i'm italian and i'm proud to be part of this little "wonderland" but if isn't a problem NOW I'd like to call President just one: YOU. PS WE WANT CHANGE...MAYBE WE CAN".
Questa potrebbe essere l'Italia che ha voglia di una svolta.

lunedì 24 gennaio 2011

Lettera ai deputati del PDL


Cari collaboratori di Sivio Berlusconi scrivo per esprimere alcuni miei pensieri su quanto sta accadendo attorno al Premier, ma soprattutto per esternare la mia preoccupazione rivolta a Voi uomini e donne incaricati di rappresentare i cittadini italiani.

Questa mia preoccupazione rivolta al vs cospetto vorrei che ve la sentiste addosso come rappresentanti dei cittadini ed uomini della politica che in questi giorni di un rigido gennaio d’inizio decennio, mostrate un acceso e vivido ardore da avvocati difensori mai espresso nella pratica quotidiana dell’attività parlamentare.

Il Vostro sovreccitato modo di esporsi in moltissime trasmissioni radiofoniche e televisive, vedasi i tantissimi esempi degli ultimi giorni, mostrano che gente come l’On. Santanchè o il tranquillissimo On. Lupi, stanno perdendo la testa ed il senso del confronto composto ed equilibrato.

Si tratta veramente di una faccenda preoccupante che dovrebbe allarmare i cittadini italiani in particolare coloro che vi hanno dato appoggio nell’espressione privata del voto.

Inspiegabile ed inaccettabile questo cambio di rotta, questo orrendo spettacolo che ci mostrate sera dopo sera trasmissione dopo trasmissione.

L’agitazione ed il fomento che mettete nelle vostre argomentazioni sono rilanciati ad un unico obiettivo quello della difesa ad oltranza del vostro leader Silvio Berlusconi.

Ma poi rifletto, e non capisco! Torno a rivedere spezzoni di trasmissione su Youtube!

Rimugino e penso di aver preso lucciole per lanterne!

Ogni trasmissione che mi riprometto di riascoltare vedo sempre le stesse facce vostre segnate dall’astio e dall’arroganza di difendere una posizione indifendibile, quella del premier Silvio Berlusconi.

Volete difendere in primis e proteggere un uomo accusato di aver abusato di una minorenne, e qui tralascio dettagli e quant’altro.

Volete difendere un uomo accusato di concussione abusando della buona fede di funzionari della questura lombarda.

Volete difendere un imputato che si arroga il diritto di scegliere quale tribunale debba decidere di risvolti derivanti delle sue condotte private, ricordandovi che l’ultima inchiesta di Trani sui rapporti di B. con Agcom trasferita a Roma è passata nel dimenticatoio.

Volete difendere un uomo che continuativamente calpesta la dignità delle donne, considerandole oggetti sta stendere su un letto e da consumare.

Volete difendere un uomo che sta calpestando la credibilità di un potere dello Stato che è la magistratura.

Volete difendere un uomo che continua a ledere alcuni principi della nostra costituzione a partire: dall’art. 3 dove tutti i cittadini… sono uguali davanti alla legge, egli ha evitato grazie alle molteplici leggi ‘ad personam’ molti giudizi di condanna certa, vedasi il caso Mills..

Proseguendo con l’art.54 che riporta che “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

Continuate a difendere di fronte agli occhi del popolo italiano una posizione scomoda, inaccettabile, che non Vi pone in alcun luogo sicuro che Vi assurga a posizioni di ragione e non di torto, Vi state esponendo, anzi Vi state sovresponendo arroccandovi su posizioni indifendibili che nascondono qualcosa di oscuro che in realtà non potete e non volete raccontarci.

Assumere forzosamente il ruolo di difensori di un uomo che viola il dovere di confrontarsi con gli organi giudicanti che lo convocano di fronte alla legge, contrariamente a quanto normalmente esercita ogni uomo ed ogni cittadino di questo paese, dimostra che dovete difendere un vostro personale tesoretto, un inenarrabile verità.

Ho riflettuto tanto, e tanto ancora, ma ora l’ho scoperto!

Ho deflorato la vostra irraggiungibile e celata verità.

Il vostro vero ed animoso ardore indirizzato alla difesa del Premier è uno solo!

Ma ora l’ho scoperto e lo voglio svelare.

Tutti sapete che se il vostro posto è lì su quella seduta in velluto rosso di Montecitorio o di Palazzo Madama e lo dovete solo a lui, a Silvio Berlusconi che grazie a questa sudicia legge elettorale ha garantito l’apposizione nella lista elettorale della vostra figurina, assicurandovi una comoda e lussuosa poltrona. Il vostro diritto di seduta è ineludibile se a dirlo è Silvio Berlusconi.

Questo è stato un privilegio per pochi, ma mantenerlo è veramente pesante, bisogna difendere il premier ad ogni costo, rischiando di prendersi fango e sterco in faccia , altrimenti il rischio è quello di essere scalzati dalla lista e magari di non essere ricandidati alle prossime elezioni.

Meglio continuare a perdere la faccia ma mantenere il diritto ai privilegi, val la pena essere arroganti in TV e difendere l’immoralità di un alto rappresentante delle istituzioni.

Ma ricordate un aspetto importante di tutta questa vicenda che adesso vorrei sottolineare. In questo momento state calpestando la dignità di tutti quegli italiani che sono o non sono di destra o di sinistra e che con distacco, sdegno, irritazione prendono le distanze dal Premier, da tutti Voi che lo assecondate nelle sue indifendibili scelte, chiudendo gli occhi su quelle opzioni etiche e morali che caratterizzano l'uomo e che un giorno anche i vs figli potranno rinfacciarvi mettendovi di fronte alla realtà, che non è quella di Arcore, ma quella di un paese chiamato Italia.

Di Maugusteo pubblicato il 24/01/11 su Agoravox Italia