venerdì 24 ottobre 2008

La mano di Pechino sul premio Nobel per la Pace.


Quest’anno il premio Nobel per la Pace è stato assegnato meritevolmente a Martti Oiva Kalevi Ahtisaari lo scorso 10 ottobre 2008.

Questo politico e diplomatico finlandese di 71 anni, è stato insignito con questa prestigiosa onoreficienza per i suoi interventi per essere intervenuto a favore della pace e riconciliazione in numerosi conflitti ed aeree in guerra, come la Namibia nel 1989-90, 2005 in Indonesia, 1999 - 2007 Kosovo.

E fin qui nulla da ridire.

Chi ha potuto seguire la vicenda dell’assegnazione di questo ambito e prestigioso premio avrà notato che fino al 06 Ottobre 2008 però venivano dati come candidati favoriti per il premio Nobel 2 personaggi Cinesi, in profondo contraddittorio con il proprio governo.

Costoro sono il 41enne Gao Zhisheng ritenuto uno dei 10 migliori avvocati cinesi che ha militato nel movimento di liberazione del popolo e che per molti anni ha combattuto battaglie per il riconoscimento dei diritti umani del popolo Cinese. Subendo tentativi di assassinio, molteplici rapimenti con rilascio, ed infine la carcerazione sotto custodia della poliza cinese con l’allontanamento da Pechino durante i giochi olimpici a scopo cautelativo.

L’altro candidato era il 35enne Hu Jia anch’egli ha portato avanti lotte per il riconoscimetno dei diritti civili del popolo Cinese ed in particolare durante i giochi Olimpici di Pechino è stato un potente amplificatore delle sue battaglie pubblicando una lettera aperta in cui chiedeva al governo cinese di interrompere gli abusi ai diritti umani dei Cinesi.

Anche Mr Hu nel Febbraio scorso è stato arrestato per incitamento alla sovversione verso lo stato ed il sistema socialista.

Tornando ai fatti il capo di gabinetto dell’Istituto di ricerca per la Pace internazionale di Oslo Stein Toenesson il 06 Ottobre aveva dichiarato "Io penso che il più probabile vincitore di quest’anno sarà un dissidente Cinese".
Da qui una prima reazione del governo cinese che dal portavoce del Ministero degli esteri Liu Janchao ha esordito così "Noi speriamo che una parte importante prenderà la giusta decisione, senza ferire e danneggiare il sentimento Cinese".
Questa situazione ha messo in allarme la Cina che prevedeva che potesse sfuggirgli di mano questa situazione, creando pressione sull’Europa onde evitare questa premiazione.

A questo punto con l’assegnazione del 10 Ottobre l’operazione di Pechino sembra essere ben riuscita evitando uno scontro ideologico internazionale.

Purtroppo per la Cina quest’oggi il parlamento Europeo ha fatto un passo avanti rispetto alle aspettative di Pechino, ha assegnato il meno prestigioso Premio SaKharov 2008 ’per la libertà di pensiero’ indovinate a chi?

Al dissidente Hu Jia questa volta scatenando le ire del governo cinese proprio nel momento in cui il nostro presidente del Consiglio insieme ad una folta schiera di rappresentanti delle nazioni Europee sono in visita a Pechino.

Quali ritorsioni prenderà a questo punto il governo Cinese nei confronti della Comunità europea?

giovedì 16 ottobre 2008

Un messaggio per Roberto Saviano

Vorrei dirti tante cose, ma in occasioni come queste le parole possono non soddisfare la necessità di esternare un così grande senso di disagio, quando un uomo osa dettare la condanna di un altro uomo.
La tua quotidiana lotta per la giustizia, per la condanna della prevaricazione sull’uomo, per la rinascita della moralità nella vita quotidiana ha priorità assoluta sui bisogni di questa terra così profondamente martoriata.
Nulla osta il tuo dibattimento che trova l’appoggio di tutti noi.
Ma il nostro supporto và anche a tutti coloro che come te riescono a parlare a viso aperto condannando ogni sopruso ed ingiustizia e voglio fare i nomi di Pino Maniaci, Rosaria Capacchione, Arnaldo Capezzuto, etc.
Insomma sono sempre più convinto che chi lotta per l’uomo, per quello in cui crede e che nasconde nel proprio cuore potra’ sempre camminare a testa alta e scardinare con un soffio le barriere dell’omertà e dell’immoralità.
Procedi per la tua strada e vedrai che il tuo vissuto ed i tuoi insegnamenti potranno radicare nelle nuove generazioni che troppo spesso vivono di insegnamenti deviati, lontani dalla moralità e dal diritto per l’uomo.

domenica 12 ottobre 2008

Mao-Tsetung: 1° condottiero della Cina a super potenza economica.

Ricorrendo in questo mese di Settembre il 32° anniversario della morte di Mao Tse-tung vorrei ricordare brevemente la storia di questo leader politico orientale.

Mao nato da una famiglia di operosi contadini che avevano accresciuto una moderata ricchezza,

aveva 2 fratelli, Mao Zemin e Mao Zetan ed una sorella Mao Zheong.

Sua madre morì nell’autunno del 1919, anche suo padre morì dopo pochi mesi nel Gennaio del 1920.

Il suo percorso scolastico inizio ad 8 anni nella scuola primaria di Shaoshan, riscoprendo la città ed iniziando ad accrescere un senso di odio per la vita della fattoria dove aveva sempre vissuto.

Pertanto nel 1908 abbandonò la fattoria di famiglia per le città vicine e grazie ad uno zio materno ottenne l’ingresso alla più rinomata scuola primaria di Tongshan, pur essendo di 6 anni più grande degli altri suoi compagni di scuola la frequentò con suo grande imbarazzo verso i compagni.

Dopo qualche anno indirizzato negli studi alla tradizione classica del paese ed allarmato dalla crisi nella sua regione, il diciassettenne Mao fu pronto per realizzare grandi cose. Egli si imbarcò per la città di Changsha dove fù ammesso alla scuola media e li scoprì ed inizio la lettura di riviste e giornali che lo appassionarono. Egli diventò rapidamente un avido lettore nel gruppo di studenti della sua età accrescendo da li in avanti la sua preparazione attraverso la lettura di riviste, libri e giornali.

In quel periodo (1911) la sua cresciuta febbre per la politica nata in Changsha, alimentata dalla carenza di cibo e riso nelle città, dalle notizie di movimenti reazionari che si stavano generando in Canton (Guangzhou) guidati dal rivoluzionario Huang Xing, condussero Mao ed un suo amico ad entrare nell’esercito. Da qui cominciò a conoscere il socialismo in vari momenti della sua crescita approfondendo la sua conoscenza con la vorace voglia di acculturarsi. Inizio così un apprendistato da politico ed insegnante frequentando varie scuole del paese. Apprese rapidamente a scrivere la poesia Cinese tradizionale e divenne sapiente sostenitore del combinare la scienza Occidentale con la cultura cinese, e questo fu una chiave del suo successo.

Inizio la pubblicazione di suoi studi sulla cultura Cinese che lo portarono ad essere sempre più conosciuto al di fuorri della sua regione.

Il patriottismo fu il motivo che lo guidò per molti anni facendo crescere forza al suo interno facendo maturare l’uomo che condurra’ la Cina al rinnovamento qualche anno dopo.

Fu promotore di molte attività innovative e per molti rivoluzionarie come quando fondò con suoi amici una scuola serale per lavoratori permettendo anche a queste categorie di potersi istruire, egli era profondamente convinto che una nazione ignorante era fondamentalmente una nazione debole.

Dopo la laurea nel 1918 egli fondò il movimento Xinmin Xuehui per sostenere il risveglio e la diffusione della scuola e della cultura nel paese. Da qui in avanti incontrò e frequentò molti personaggi della cultura e della politica a Pechino come Yang Changji, Li Dazhao, etc. continuando a forgiare il suo profondo pensiero marxista-leninista. Nel 1919 dopo i movimenti del 4 Maggio fondò la ‘rivista del fiume Xiang’ voce locale del suo movimento politico in Changsha, guadagnandosi la reputazione di portavoce dei valori antimperialisti.

Nel 1921 iniziò ad organizzare il partito Hunan (regione di provenienza) conducendolo al 1° Congresso del Partito Comunista Cinese a Shangai.

Nel 1922 mandò una rappresentanza del suo partito Hunanese a supportare ed organizzare nelle miniere dell’Anyuan le associazioni dei minatori, mostrando il suo interesse per i lavoratori quali fondamenta della società Comunista Cinese.

Egli fu presto eletto nel Comitato Centrale del Partito, da cui continuo a diffondere con più ampio raggio i suoi ideali.

Precursore ideologico della rivoluzione culturale, Mao fu convinto sostenitore che il cambiamento del paese sarebbe stato generato dalla classe contadina che rappresentava la principale linfa del paese.

Mao fù un anticipatore dei tempi ed un ideologo che conoscendo bene la composizione del proprio paese dalla base aveva saputo vedere lontano anticipando già nel 1960 quali sarebbero dovuti essere gli obiettivi di sviluppo della Cina. In un discorso enunciato ad una conferenza del comitato centrale del partito comunista il 22 Marzo 1960 si pronunciò così verso quei paesi che si stavano muovendo per la distruzione della Cina (Pakistan, India, etc.):

“I nostri nemici in primo luogo, sono gruppi assai ridotti di numero ( i cinesi erano allora già 650 milioni ndr); in secondo luogo, i loro sentimenti anticinesi non ci torcono nemmeno un capello; in terzo luogo, i loro sentimenti anticinesi devono rinsaldare la solidarietà di tutto il partito e di tutto

il popolo, fomentare il valore e il coraggio necessari al conseguimento di quella che è la nostra meta incondizionata: raggiungere e superare in campo economico e culturale i paesi occidentali evoluti.”

Dalle guerriglie alle rivolte del 1927 si arrivò al 1931/34 dove Mao fu partecipe alla fondazione della Repubblica Sovietica Cinese e ne fu eletto presidente.

Sotto la pressione del governo Mosca, Mao che voleva imporre alla rivoluzione un indirizzo diverso da quanto volesse Mosca, fu espulso e sostituito dal leader politico Zhou Enlai.

Da qui in avanti Mao ha presieduto cariche di primo livello all’interno del Governo centrale, del comitato centrale del partito Comunista Cinese, alimentando e trainando le sue ideologie di lotta al rinnovamento ed alla rivoluzione. Con gli anni divenne anche un pragmatico uomo militare sapendo arginare in più di un’occasione attacchi alla nazione da parte di nazioni esterne (es. Giappone), e gestire situazioni di guerriglia a favore della nazione.

Nel 1943 nella conferenza di Zunyi fu definitivamente avviato alla posizione di leader alla conduzione della nuova Cina.

Da qui i fatti della nazione e gli eventi politici che vedono Mao Tse-Tung protagonista sono innumerevoli passando per la guerra di Korea , la morte di Stalin, la rivoluzione culturale degli anni 60, i rapporti con Unione sovietica e Stati uniti, etc.

Egli fu un acuto stratega, un poeta capace, un abile politico, e via dicendo.. .

Mao cercò di rimodellare la Cina in una moderna ed industriale potenza utilizzando metodi ortodossi e non ortodossi.

Mao seppe imporre la sua inclinazione alla disciplina sociale attraverso la coercizione e la repressione, dovendo governare la nazione più grande del mondo.

Purtroppo questo gli costò la critica del resto del mondo occidentale.

Di contro riuscì ad interpretare i bisogni di un’immensa nazione e trasformali in un’opportunità di crescita e di sviluppo.

Seppe valorizzare la base della nazione che era la popolazione rurale, seppe credere in loro.

Porto’ tutte le categorie degli agricotori a convergere i grandi organizzazioni muovendole nei confronti dei proprietari terrieri, chiedendo concessioni in campo politico ed economico.

Si fece artefice della lotta contro la disoccupazione che fino agli anni ’60 era il più grande peso per la nazione Cinese.

In pochi decenni trasformò completamente la Cina, prelevata come una nazione di tipo medioevale fu riconsegnata alla sua morte del 09 Settembre 1976 come una moderna nazione con grandiose prospettive di crescita e sviluppo.

Oggi la Cina se pur afflitta da mille contraddizioni di carattere sociale ed economico, ha raggiunto il vertice mondiale per crescita economica e sviluppo traguardando gli obiettivi che già nel 1960 questo avanguardista leader politico metteva a fuoco con chiarezza.

Pertanto se la Cina oggi si trova in questa posizione alla testa delle potenze economiche e militari del mondo è in gran parte da riconoscere a Mao Tse-Tung ed alle sue innovative ideologie.

Nato a Shaoshan , contea di Xiangtan, il 26/12/1893 Mao Zedong è stato il principale leader del popolo della Repubblica cinese e primo segretario del partito comunista cinese dal 1943 fino alla sua morte.