mercoledì 23 dicembre 2009

La nuova frontiera del Litio


La vita dei combustibili fossili ha di fronte a se un futuro a scadenza determinata molto prossima.
Che siano ancora davanti a noi 20 o 30 anni di utilizzo dei derivati del petrolio non è ancora ben chiaro, ma certamente il baricentro e le attenzioni dell’intero mondo dell’industria si sta rivolgendo con un certo interesse altrove lontano dal ‘blasonato’ oro nero, causa di alcuni dei malanni di questo pianeta, di cui il surriscaldamento da CO2 è il principale effetto collaterale.
Grandi nazioni come Stati Uniti e Cina stanno invertendo la rotta, hanno focalizzato che il futuro sta spalancando le porte per l’accesso all’utilizzo delle fonti di energia alternative agli idrocarburi.
Seppur fallimentare l’Accordo di Copenhagen, non gravato di alcun impegno formale in termini di riduzioni nelle emissioni di CO2 da parte degli stati partecipanti, sta entrando in circolo nel pensiero comune dei Governanti di tutto il mondo che la strada verso un nuovo sviluppo sta nella ricerca e nello sviluppo di nuove fonti di energia pulite applicate alla nostra quotidianità.
In particolare in settori strategici come quella del trasporto e degli autoveicoli l’utilizzo di fonti di alimentazione ibrida (idocarburi/elettrico) o solo elettrica sta diventando il target obbligato per una rivoluzione verso uno sviluppo sostenibile in ‘verde’.
Gli interessi di grandi società come Toyota, GM, Fiat e Chrysler focalizzati sull’utilizzo della trazione elettrica per le nuove generazioni di autoveicoli si sta concretizzando con lo sviluppo, l’ingegnerizzazione e l’applicazione delle nuove batterie al Litio.
Questo nuovo target che sta trainando dietro l’automobile altri importanti settori economici dell’industria mondiale, ha fatto lievitare gli interessi verso il Litio (metallo alcalino), materiale che è disponibile in natura legato ad altri elementi.
E’ iniziata quindi la corsa al Litio, in ogni angolo della terra, le grandi multinazionali di estrazione mineraria sono alla ricerca di nuovi depositi inesplorati ed hanno iniziato una gara alla conquista e lo sfruttamento delle miniere già esistenti.
E’ noto che il primo produttore mondiale di questo prezioso materiale è la Bolivia, che detiene circa il 50% dei depositi di Litio ad oggi conosciuti al mondo.
Questo enorme risorsa in mano al povero stato boliviano sta concedendo al presidente boliviano Evo Morales un grande vantaggio, dove le sue ideologie anti-capitalistiche pur in contrasto con le politiche di Stati Uniti e del resto del mondo industrializzato, gli permetteranno di giocare una partita importante nella concessione dei diritti allo sfruttamento minerario alle multinazionali dei metalli.
Dopo la Bolivia nel mondo ci sono altri depositi importanti di Litio in Sud-Africa, Australia, Stati Uniti, etc. che conplessivamente nel 2008 hanno rifornito le aziende produttrici di batterie per un totale di circa 108.000 tonnellate di carbonato di Litio.
Anche la Cina che ha già messo la sua longa manus su buona parte delle risorse energetiche presenti nel continente africano, ha messo a fuoco tra i suoi obiettivi il business del Litio.
Sarà anche qui una lotta tra multinazionali alla conquista di chi controllerà questa nuova era dell’oro?
E’ certo che anche questa nuova frontiera mieterà nuove vittime tra coloro che cercheranno di inchiodare nelle loro mani le sorti del nostro pianeta, soggiogandolo all’utilizzo di quelle tecnologie di cui non si potrà più fare a meno da qui ai prossimi 50 anni.

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