lunedì 24 gennaio 2011

Lettera ai deputati del PDL


Cari collaboratori di Sivio Berlusconi scrivo per esprimere alcuni miei pensieri su quanto sta accadendo attorno al Premier, ma soprattutto per esternare la mia preoccupazione rivolta a Voi uomini e donne incaricati di rappresentare i cittadini italiani.

Questa mia preoccupazione rivolta al vs cospetto vorrei che ve la sentiste addosso come rappresentanti dei cittadini ed uomini della politica che in questi giorni di un rigido gennaio d’inizio decennio, mostrate un acceso e vivido ardore da avvocati difensori mai espresso nella pratica quotidiana dell’attività parlamentare.

Il Vostro sovreccitato modo di esporsi in moltissime trasmissioni radiofoniche e televisive, vedasi i tantissimi esempi degli ultimi giorni, mostrano che gente come l’On. Santanchè o il tranquillissimo On. Lupi, stanno perdendo la testa ed il senso del confronto composto ed equilibrato.

Si tratta veramente di una faccenda preoccupante che dovrebbe allarmare i cittadini italiani in particolare coloro che vi hanno dato appoggio nell’espressione privata del voto.

Inspiegabile ed inaccettabile questo cambio di rotta, questo orrendo spettacolo che ci mostrate sera dopo sera trasmissione dopo trasmissione.

L’agitazione ed il fomento che mettete nelle vostre argomentazioni sono rilanciati ad un unico obiettivo quello della difesa ad oltranza del vostro leader Silvio Berlusconi.

Ma poi rifletto, e non capisco! Torno a rivedere spezzoni di trasmissione su Youtube!

Rimugino e penso di aver preso lucciole per lanterne!

Ogni trasmissione che mi riprometto di riascoltare vedo sempre le stesse facce vostre segnate dall’astio e dall’arroganza di difendere una posizione indifendibile, quella del premier Silvio Berlusconi.

Volete difendere in primis e proteggere un uomo accusato di aver abusato di una minorenne, e qui tralascio dettagli e quant’altro.

Volete difendere un uomo accusato di concussione abusando della buona fede di funzionari della questura lombarda.

Volete difendere un imputato che si arroga il diritto di scegliere quale tribunale debba decidere di risvolti derivanti delle sue condotte private, ricordandovi che l’ultima inchiesta di Trani sui rapporti di B. con Agcom trasferita a Roma è passata nel dimenticatoio.

Volete difendere un uomo che continuativamente calpesta la dignità delle donne, considerandole oggetti sta stendere su un letto e da consumare.

Volete difendere un uomo che sta calpestando la credibilità di un potere dello Stato che è la magistratura.

Volete difendere un uomo che continua a ledere alcuni principi della nostra costituzione a partire: dall’art. 3 dove tutti i cittadini… sono uguali davanti alla legge, egli ha evitato grazie alle molteplici leggi ‘ad personam’ molti giudizi di condanna certa, vedasi il caso Mills..

Proseguendo con l’art.54 che riporta che “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

Continuate a difendere di fronte agli occhi del popolo italiano una posizione scomoda, inaccettabile, che non Vi pone in alcun luogo sicuro che Vi assurga a posizioni di ragione e non di torto, Vi state esponendo, anzi Vi state sovresponendo arroccandovi su posizioni indifendibili che nascondono qualcosa di oscuro che in realtà non potete e non volete raccontarci.

Assumere forzosamente il ruolo di difensori di un uomo che viola il dovere di confrontarsi con gli organi giudicanti che lo convocano di fronte alla legge, contrariamente a quanto normalmente esercita ogni uomo ed ogni cittadino di questo paese, dimostra che dovete difendere un vostro personale tesoretto, un inenarrabile verità.

Ho riflettuto tanto, e tanto ancora, ma ora l’ho scoperto!

Ho deflorato la vostra irraggiungibile e celata verità.

Il vostro vero ed animoso ardore indirizzato alla difesa del Premier è uno solo!

Ma ora l’ho scoperto e lo voglio svelare.

Tutti sapete che se il vostro posto è lì su quella seduta in velluto rosso di Montecitorio o di Palazzo Madama e lo dovete solo a lui, a Silvio Berlusconi che grazie a questa sudicia legge elettorale ha garantito l’apposizione nella lista elettorale della vostra figurina, assicurandovi una comoda e lussuosa poltrona. Il vostro diritto di seduta è ineludibile se a dirlo è Silvio Berlusconi.

Questo è stato un privilegio per pochi, ma mantenerlo è veramente pesante, bisogna difendere il premier ad ogni costo, rischiando di prendersi fango e sterco in faccia , altrimenti il rischio è quello di essere scalzati dalla lista e magari di non essere ricandidati alle prossime elezioni.

Meglio continuare a perdere la faccia ma mantenere il diritto ai privilegi, val la pena essere arroganti in TV e difendere l’immoralità di un alto rappresentante delle istituzioni.

Ma ricordate un aspetto importante di tutta questa vicenda che adesso vorrei sottolineare. In questo momento state calpestando la dignità di tutti quegli italiani che sono o non sono di destra o di sinistra e che con distacco, sdegno, irritazione prendono le distanze dal Premier, da tutti Voi che lo assecondate nelle sue indifendibili scelte, chiudendo gli occhi su quelle opzioni etiche e morali che caratterizzano l'uomo e che un giorno anche i vs figli potranno rinfacciarvi mettendovi di fronte alla realtà, che non è quella di Arcore, ma quella di un paese chiamato Italia.

Di Maugusteo pubblicato il 24/01/11 su Agoravox Italia

mercoledì 8 settembre 2010

Paul e Sakineh due vite a costo zero


19 marzo 2010:

Paul Warner Powell, trentunenne bianco, è stato giustiziato sulla sedia elettrica del carcere di Greensville, in Virginia (USA). Era stato condannato a morte per l’omicidio, commesso nel 1999, di una ragazza di 16 anni, Stacie Reed.

Il condannato è stato giustiziato dopo che il governatore della Virginia Bob McDonnell ha rifiutato la grazia e che la Corte Suprema degli Stati Uniti non ha acconsentito a fermare l’esecuzione.

Si tratta della prima esecuzione dell’anno in Virginia e della numero 106 nello Stato dal 1976, anno in cui è stata riammessa la pena di morte negli Stati Uniti. Quella di Powell è l’11esima esecuzione dell’anno negli Stati Uniti. (Fonti: Afp, 19/03/2010).

All’evento l’opinione pubblica sembra essere assente, i media come struzzi nascondono la testa sotto terra!


08 Settembre 2010:

Sakineh Mohammadi Ashtiani

Condannata alla lapidazione per un’accusa di adulterio e omicidio da parte della Giustizia Iraniana. E’ in attesa di conoscere il giorno della sua annunciata fine.

Il mondo intero, sollecitato dai media, si sta muovendo per condurre il Governo di Teheran ad assumere posizioni diverse dalla condanna a morte, agitando in tal modo l’intero mondo arabo oltre che l’irreprensibile società occidentale!

Due situazioni apparentemente simili, due esseri umani condotti verso ’la pena di morte’ nello stesso anno 2010, due reazioni dell’opinione pubblica e del mondo dell’informazione completamente opposti.

Per uno si materializza la condanna, per l’altra si sta cercando la sospensione della pena.

Alla prima situazione come per un imposizione dall’alto non ci sono state né reazioni né diffusione allargata della notizia da parte dei media nazionali ed internazionali.

Alla seconda situazione come per magia si è infervorato il mondo che per affezione disinteressata (?) porta alla ribalta delle cronache una vicenda che assumerà in breve tempo un carattere politico internazionale!

Vi chiedo allora quali possono essere i motivi per cui questi due accadimenti trovano un riscontro d’opinione così differente pur essendo accomunati da molti caratteri comuni?

Forse il valore della vita ha un peso diverso in stati come gli USA e in Iran?

Quanto conta la pressione dei media in queste vicende nell’amplificare situazioni che all’origine hanno uno stesso valore legato ai diritti umani?

Dite la vostra.


Di Paolo Praolini pubblicato su Agoravox Italia l'08/09/10.

lunedì 6 settembre 2010

A Mirabello la svolta impressa da Fini.


Un discorso ineccepibile quello di Fini che ha definitivamente consacrato la fine del PDL al di là di commenti e coperture dei colonnelli e dei portavoce del Premier.



Ieri è stato un momento importante che serviva a far chiarezza politica per una larghissima schiera di italiani disorientati dai tiri incrociati che negli ultimi mesi si sono scambiati all’interno della maggioranza.

Un aspetto però è davvero sconcertante, che un discorso di tal profondità e tono di discredito al Governo me lo sarei aspettato da un Bersani o da un leader dell’opposizione di governo, ma non da un elemento importante della maggioranza.

Questo indirizzo esternato dalle parole di Fini non consentirà dalla parte degli accusati (PDL) un accettazione incondizionata di una tregua, che sembrerebbe nascondersi in qualche angolo del discorso, tregua necessaria dopo lo scontro politico in atto, che dia seguito ad una continuità nell’attività parlamentare tra Lega, PDL e Futuro e Libertà.

I prossimi passi di FeL, per mantenere fede alle premesse e promesse del discorso di Fini, dovrebbero da oggi confermare l’avvio della fondazione di un nuovo partito che ieri 05/09 si è ufficialmente accampato nella destra italiana.

Poi si dovrebbe dare atto ufficialmente nelle due sedi parlamentari (camera e senato) della separazione di FeL da quell’agglomerato di maggioranza a cui oggi sono state contestate tante o troppe certezze che il Pdl e la Lega sbandieravano come consolidate (scuola, riforme, politica estera , etc).

A questo punto un percorso congiunto di FeL con la maggioranza dopo questo discorso sarebbe fuori luogo e tanto meno auspicabile per tutti coloro che hanno seguito l’area finiana fino a Mirabello.

Cosa ci aspettiamo dunque oggi in Parlamento? Quali saranno i prossimi passi del Premier, dopo esser stato messo all’angolo da Fini?

E’ certo comunque che qualsiasi mossa venga ora intrapresa dal centro destra ed i risvolti che ne derivassero, sarebbero comunque addebitabili e di conscia responsabilità di colui che il 29 Luglio scorso ha espulso dal PDL quella parte importante del partito legata nel bene e nel male al presidente Fini.

Nessuno a destra o a sinistra può farsi illusioni, ma da oggi e per tutta la settimana sono previste sul palco della politica tante ed infuocate rappresentazioni, rimanete sintonizzati.

Di Paolo Praolini pubblicato su Agoravox il 06/09/10

lunedì 26 luglio 2010

Napolitano: un richiamo alla moralità perduta


Finalmente anche il Presidente della Repubblica Napolitano, la più alta figura istituzionale del paese, esterna la sua preoccupazione per lo stato di agonia che sta assumendo la politica ed il suo contorno istituzionale negli ultimi tempi, a partire dalle dimissioni di ministri e sottosegretari di governo, dopo gli scandali di corruzione legati ai grandi appalti che coinvolgono personaggi della politica, con la paralisi del parlamento esautorato dal continuo ricorso alla fiducia nella disputa parlamentare, analizzando la mancata assunzione di responsabilità del Premier che in tre mesi non è riuscito a nominare il sostituto del ministro Scajola al dicastero dello Sviluppo economico, e dopo altri fatti recenti non passati inosservati dal Colle.



Una voce autorevole seppur con toni pacati e determinati arriva pesantemente come un cazzotto in pancia a tutta quella parte della politica e dell’opinione pubblica che fino ad oggi ancora chiudeva un occhio sulle distonie che la classe politica di Governo continua a proporci come sostenibili, innovative e necessarie.

Da troppo tempo parte della classe politica, vuole farci credere che questo stato delle cose, sia uno stato con cui convivere, la corruzione seppur evidente lasciamola stare nel dimenticatoio è più importante far vedere che ’lavoriamo per il paese’, siamo ’il governo del fare’ e non delle chiacchiere, lasciateci lavorare.

Vogliono farci credere ancora che ’i singoli avvenimenti legati al malaffare’ non sono diffusi nel paese ma si tratta di singoli episodi.

Le dimissioni di un ministro a cui personaggi corruttori hanno regalato una casa, vengono rapidamente archiviati negli androni della politica senza alcuna reazione di condanna, si è fatto passare in silenzio un evento scandalosamente inaccettabile all’interno di uno schieramento politico che conduce le sorti di un paese.

Di fronte ad avvenimenti di tale portata, parte dei rappresentanti politici di maggioranza invece che prendere ufficialmente le distanze si sono esposti affrancando l’ex ministro da un reato ancora non confermato da organi di giustizia, ma tangibile ed ormai conosciuto all’opinione pubblica.

Come riporta il nostro Presidente della Repubblica, il paese dovrebbe avere gli anticorpi per espellere ed eliminare l’insorgenza di atti corruttivi e lontani da un comportamento morale integerrimo.

Purtroppo però in questo paese la politica continua a volerci assuefare ai comportamenti che si scontrano con l’etica e con la morale, tutto è giustificato dal fine di raggiungere a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo gli obiettivi prefissati a volte anche obiettivi personali, corruzione compresa?

Vedasi il caso Brancher, passato per voce di troppi ministri e politici come un errore degli avvocati del Ministro, ma che in realtà ha mostrato all’intero paese l’ennesimo atto di sfregio verso lo Stato e la Costituzione in cui si è cercato di aggirare le responsabilità di un cittadino nei confronti della Giustizia, sfruttando la nomina presso un Ministero ’fantasma’.

L’assuefazione di questa nazione a fatti di depredazione dello stato democratico è altissima, la frequenza elevata con cui si continuano a ledere gli interessi dell’intera comunità calpestando ciascun cittadino, ci sta portando ad abbassare l’attenzione sul degrado etico e morale del paese.

Da molto tempo non si assisteva a continuative azioni di attacco alla Costituzione che per voce di alcuni leader ne connotavano l’inadeguatezza, soprattutto in quegli articoli che danneggiano l’interesse di pochi.

Eppure se questo paese per tanti anni ha mantenuto saldo lo stato democratico, dobbiamo certamente ringraziare la nostra Costituzione ed i suoi Presidenti che con livelli di autorità più o meno forte hanno condotto il paese dal dopoguerra nel benessere degli anni ’80, fuori dagli anni bui del terrorismo, ma dovranno continuare a farlo sempre tenendo alta l’attenzione sul rispetto del cittadino e delle istituzioni, che nessuno ha il diritto di calpestare.

Scritto da Paolo Praolini

venerdì 9 luglio 2010

DDL intercettazioni: il cammino del non ritorno.


Questo disegno di legge molto probabilmente passerà e diventerà legge a tutti gli effetti entro l’estate!

Dobbiamo prenderne coscienza, al di là della illusione di possibili ripensamenti o ravvedimenti della maggioranza politica di Governo.

Tutti sappiamo e conosciamo le motivazioni che rendono questo provvedimento una restrizione del diritto di un cittadino ad essere informato.

Conosciamo quanto peserà questa legge sulla limitazione ad eseguire indagini ed intercettazioni da parte degli organi investigativi su fatti criminosi ed illegali.

Sarà approvata una legge che concederà un più ampio campo d’azione a criminali e corruttori.

Possiamo accettarlo o no, ma ciò purtroppo avviene nel rispetto delle regole di uno stato ’democratico’, cioè con l’approvazione dei ns rappresentanti istituzionali.

Il Governo ha deciso ed anche il parlamento grazie alla maggioranza ed allo schiacciante divario di voti rispetto alla opposizione, darà il suo consenso all’approvazione di questo testo legislativo.

Tutto si svolgerà nel rispetto del processo democratico nelle mani di un Parlamento ‘regolarmente’ eletto dagli italiani.

La legge avrà attuazione e le cose pian piano cominceranno ad andar male!

Le indagini sulle piccole e grandi associazioni criminali che delinquono dal nord al sud del paese avranno un rallentamento e gli organi inquirenti perderanno strumenti efficaci come le intercettazioni che in alcuni casi ne comprometteranno la buona riuscita investigativa se non addirittura impediranno di svelare e far emergere l’esistenza di avvenimenti criminosi.

Non leggeremo più sulla carta stampata di colloqui telefonici intercorsi tra Dell’Utri e gente di mafia, ma neppure tra Berlusconi e la D’addario, Berlusconi ed Innocenzi o D’alema e Consorte.

Il mondo dell’informazione dovrà fare a meno i importanti fonti di informazione che potrebbero risultare pericolose per i reporter se usate al limite delle concessioni che la legge delinea.

Tutto questo sembra grottesco, in questo paese che continua a perdere pezzi di democrazia nel silenzio delle istituzioni che dovrebbero essere garanti del diritto, ma tutto ciò oggi si sta concretizzando e presto potrebbe essere realtà.

Siamo ormai vicino all’epilogo, stiamo imboccando un percorso impervio che ci sta portando verso un dirupo dell’antidemocrazia, della negazione del diritto, da cui sarà difficile tornare indietro, ma l’opinione pubblica, le istituzioni, le più alte cariche dello Stato tacciono e continuano a testa bassa quel cammino che un giorno probabilmente malediremo.

martedì 15 giugno 2010

DDL intercettazioni ed il trasferimento del caso di Firenze


Parallelamente alla discussione del DDL intercettazioni, una parte del paese, il mondo dell’informazione, e qualche schieramento politico si domandano quale sarà il futuro di molte inchieste dopo l’approvazione di questa legge.

Bavaglio o meno, l’impatto mediatico di questo intervento legislativo è stato veramente forte ed ha scosso ad ampio raggio l’opinione pubblica di sinistra e di destra.

Dal PDL, l’onorevole Pecorella ad un’intervista di ieri, ritiene che questo testo “può essere migliorato sui temi costituzionali della privacy, della giustizia e della libertà di stampa”.

Non è dello stesso parere il senatore Bossi più intransigente che mai, riferisce che “la revisione di questo disegno di legge si scontrerebbe con un veto della Lega che ne impedirebbe l’approvazione definitiva”.

Il Ministro Alfano in posizione difensiva riferisce dietro al coro del PDL che “non vogliamo difendere nessuna lobby, ma la privacy dei cittadini”!

Anche l’onorevole Cicchitto è fermo sulla posizione di un procedimento senza modifiche confermando che “alla Camera ulteriori modifiche non ci troveranno consenzienti!”.

All’opposizione cambiano i toni, raggiungendo un insolito surriscaldamento come quello dell’onorevole Enrico Letta dal PD che risponde a chi l’interroga con fermezza “Alla Camera sarà un Vietnam per la maggioranza!”.

Dello stesso parere l’onorevole Casini “questa legge va cambiata alla Camera di tutto punto”, anche l’onorevole Di Pietro guidato dal solito fervore annuncia barricate ed un assedio a Montecitorio che verrà occupata!

Potrei continuare a riportare ancora tantissimi commenti che dalla politica e dai rappresentanti di numerose categorie completano il variopinto scenario dell’opinione pubblica trainata emotivamente da questa discussione così incisiva per il futuro del paese in tema di Giustizia ed informazione.

Un futuro che con la definitiva approvazione di questo disegno di legge, vedrebbe uno strappo forte verso la lotta alla corruzione ed all’illegalità, generato dall’impossibilità di condurre a buon fine approfondite attività investigative supportate da intercettazioni prolungate ed ad ampio raggio che di recente hanno portato allo scoperto oscure ed alquanto pericolose macchinazioni ai danni della comunità.

E’ il caso della "cricca fiorentina", dove troviamo la magistratura operosamente impegnata a lavorare sugli ultimi stralci di intercettazioni ancora disponibili, dove la procura di Firenze ha ricostruito negli ultimi due anni le attività di un gruppetto di insospettabili avidamente interessati all’appalto per la costruzione “della scuola dei marescialli di Firenze”.

Il gruppetto di insospettabili coinvolti nell’inchiesta fiorentina è rappresentato da Denis Verdini (Coordinatore nazionale del popolo della libertà), Francesco Piscicelli (imprenditore), Riccardo Fusi (imprenditore), Fabio De Santis (provveditore alle opere della Toscana) ed Angelo Balducci (presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici), questi ultimi due risiedono attualmente in carcere, in attesa della sospensione della custodia cautelare che potrebbe giungere da Roma.

Da quanto emerge dalle indagini dietro all’appalto per la costruzione della Scuola della finanza, era stata istituita una rete di scambio di favori e denari indirizzati a corrompere il ruolo delle istituzioni incaricate di sovraintendere il corretto svolgimento delle opere.

Casi come quello di Firenze con l’eventuale approvazione del "DDL sulle intercettazioni", che presto farà ingresso alla Camera dei Deputati, rischierebbero di non poter mai emergere alla luce del sole, se pensiamo che le prime intercettazioni su questo caso risalgono al 2008.

Mentre con la nuova legge non si potrebbero superare i 30gg di intercettazioni, prorogabili di 15gg + 15gg nel caso emergessero nuovi elementi.

Ma a preoccupare i magistrati di Firenze non è solo il disegno di legge di cui largamente abbiamo scritto anche in molti altri articoli su AV.

Proprio in questi giorni è giunta la notizia per decisione della Cassazione di trasferire a Roma l’inchiesta sulla Caserma dei marescialli di Firenze avviata da oltre 3 anni, impegnado pesantemente i magistrati fiorentini e che ad oggi ha portato alla luce quanto tutti noi conosciamo.

Perché allora trasferire la competenza di questo caso da Firenze a Roma, quando i magistrati e l’attività investigativa stavano riportando brillanti risultati?

A Firenze in molti se lo chiedono e magari anche con una non nascosta preoccupazione.

Ma da ora in avanti speriamo che questo cambio di sede sia ben motivato e non conduca le indagini, fino ad ora brillantemente condotte, su un "binario morto", ma si traduca in un successo della Giustizia e delle istituzioni.

Dalla risoluzione di questo caso di corruzione, l’opinione pubblica attende un riscatto, che possa dimostrare la forza dello Stato nei confronti di alcuni potenti che violarono la legge per raggiungere esclusivo tornaconto personale dilapidando le ormai esigue risorse Pubbliche.

sabato 12 giugno 2010

DDL Intercettazioni. Se passa, AgoraVox come RadioLondra.


Invertiamo la rotta. Se l’Italia è “nave senza nocchiero in gran tempesta”, allora è il momento di riappropriarci del nostro paese. Indistintamente, cittadini di destra e di sinistra dovrebbero fare un passo indietro rispetto ai rispettivi particularismi ed unirsi alla ricerca di un bene comune.

Il Ddl sulle intercettazioni sarà la pietra tombale su una democrazia lentamente distrutta. Sarà la lapide apposta affinché la classe politica, anche se corrotta, possa autotutelarsi.

Le risposte, le giustificazioni, sono fumo negli occhi. Non è vero che le intercettazioni non bloccheranno le indagini per mafia, perché, spesso, è nel corso dell’indagine che emerge il reato mafioso e non a priori; in un’Italia stritolata dalle organizzazioni criminali, tanto valeva donargli direttamente le chiavi del paese.

Si sentono tante scuse, ci si maschera dietro la spesa di circa 300 milioni di euro l’anno, ma è pur vero che siamo il primo paese al mondo per auto blu, con 626 mila unità (gli USA, secondi, ne hanno 73 mila) ed il loro costo è di 13 miliardi di euro (lo stesso di una media finanziaria). Ed è ancora più interessante sottolineare come, grazie alle intercettazioni sull’inchiesta Antonveneto, i "furbetti" abbiano pagato allo stato 340 milioni di euro, ovvero più del loro costo!

Con questo decreto i Moggi, gli Anemone, i Fiorani, i Setola (sì, i Setola), sarebbero ancora al loro posto. Fiorani, oggi, invece di patteggiare la pena si sarebbe trovato a controllare i giornali (voleva scalare RCS).

Con questa legge i medici della Clinica Santa Rita sarebbero ancora al loro posto, ad operare ignari pazienti sani.

Con questa legge Alfredo Romeo starebbe ancora saccheggiando Napoli, e Anemone ridirebbe ancora al telefono dei morti a L’Aquila.

Di cosa parleranno, dunque, i giornalisti? Saranno ridotti ad essere i passacarte d’informazioni preconfezionate (ove non lo fossero già).

Quello che sta accadendo non ha eguali in nessuna democrazia occidentale, il bavaglio all’informazione è il bavaglio alla conoscenza. E’ il bavaglio alla libertà dei cittadini di poter scegliere.

L’Italia è un paese che rischia la deriva democratica, il decreto va ritirato immediatamente, se così non fosse, AgoraVox è pronta ad essere una sorta di nuova Radio Londra. I server in Francia e lo statuto di Fondazione non italiana ci consentirà di continuare a pubblicare quello che può essere detto.

Come per Radio Londra questo non significa abbandonare la lotta affinché le cose cambino, ma sfruttare le potenzialità di tutto il web, per raccontare le notizie e mobilitarsi, di conseguenza, sul territorio.

Questo è un invito a tutti i cittadini liberi: ribellatevi! Sfruttate le pieghe della legge per cambiare il paese. Scriveteci! Mandateci quello che non sarà più possibile pubblicare altrove e, nel frattempo, mobilitiamoci tutti. Facciamo sentire che essere cittadini non significa, solo, mettere una crocetta su una scheda, ma ribadire quanto scritto nell’articolo 1 della nostra Costituzione: “La sovranità appartiene al popolo”.

La sovranità è nostra, non dimentichiamocelo mai.

Tratto da Agoravox del 11/06/10 - Autore:Francesco Piccinini
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